31 Ottobre 2020
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Procedura di gestione dei rifiuti pericolosi e non pericolosi secondo il rispetto della normativa ADR 2019

23-07-2020 09:41 - Le nostre news
PREMESSA

Se la Società opera nel settore del commercio di prodotti chimici e all’interno del suo magazzino avvengono operazioni quali: carico/scarico merci, e confezionamento di prodotti da vendere è da far valere la presente procedura di gestione dei rifiuti pericolosi e non pericolosi secondo il rispetto della normativa ADR.

E’ necessario che la Vostra Società risulti autorizzata in AUA con determina n° 3071 del 10/5/17 dalla Regione Toscana con titolo abilitativo anche per l’autorizzazione agli scarichi idrici e emissioni in atmosfera.


CICLO PRODUZIONE RIFIUTI

Durante l’attività giornaliere di confezionamento dei prodotti chimici vengono prodotti alcuni rifiuti pericolosi e non pericolosi tra cui:

imballaggi in carta e cartone classificati con cer 150101
imballaggi in plastica rigidi ed foglia classificati con cer 150102
pianali in legno classificati con cer 150103
imballaggi contaminati da sostanze pericolose classificati con cer 150110*
toner esaurito classificato con cer 080318

I rifiuti asteriscati sono pericolosi , gli altri non pericolosi.

Alcuni dei rifiuti non pericolosi vengono ritirati dalla Municipalizzata (foglia di plastica e pianali in legno) per l’assimilazione agli urbani, gli altri invece sono ritirati da ditte terze autorizzate con l’emissione del relativo Formulario.

I rifiuti gestiti in raccolta differenziata, non sono registrati nel registro di C/S mentre gli altri vengono registrati regolarmente sia nella fase di produzione che di scarico dallo stabilimento con registrazione del formulario emesso in uscita .


CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI:

NON PERICOLOSI

A norma del decreto legge 24 giugno 2014 convertito in legge 11 agosto 2014, n. 116 :

I rifiuti cosiddetti speculari , uno pericoloso ed uno non pericoloso, per stabilire se il rifiuto è pericoloso o non , devono essere determinate le proprietà di pericolo che esso possiede: le indagini da svolgere sono:
individuare i composti presenti nel rifiuto

- attraverso la scheda informativa del produttore
- la conoscenza del processo chimico
- il campionamento e l’analisi

Da ciò ne consegue che per la carta, il legno e la plastica si dovrà effettuare un’indagine sul ciclo del processo chimico.

Infatti tali imballi accompagnano i colli contenenti prodotti chimici, in ingresso allo stabilimento. Sono rifiuti che avvolgono i fusti , o pianali e che sono stati utilizzati per caricare al meglio più fusti e consentire un trasporto in sicurezza della materia acquistata.


RIFIUTI PERICOLOSI

Per quanto riguarda invece i rifiuti pericolosi prodotti, ci si avvale del principio di precauzione a norma della legge sopra citata. Questo è dovuto alla natura del rifiuto: cer 150110 *:imballaggi che hanno contenuto sostanze pericolose. L’analisi è sempre impossibile stante l’impossibilità di eseguire un campionamento rappresentativo e problemi legati anche alla preparazione del campione.

Prima di divenire rifiuto la Società dovrà adottare il sistema del “vuoto a rendere” cioè ritira i contenitori vuoti (cisternette o fusti) e li sciacqua nel proprio stabilimento.

All’interno dell’atto AUA, dovrebbe essere specificato che tale autorizzazione ricomprende “i reflui industriali prodotti dal lavaggio delle cisternette, delle tubazioni e dei contenitori utilizzati per il trasporto….dando la possibilità di lavare le cisternette ritirate per riempirle dopo successivo lavaggio, con prodotto chimico.

Quelle invece a fine vita perché scadute, non più a tenuta, vengono avviate come rifiuto al deposito temporaneo.

Ecco che viene prodotto il cer 150110 e trattandosi di diversi prodotti chimici gestiti, si attribuiranno le caratteristiche di pericolo a tale rifiuto, a norma del regolamento Europeo 1357/2014.

Il testo Unico dei rifiuti D. Lgs 152/06 e smi al suo articolo 187 prevede il divieto di miscelazione e tutti i casi in cui si incorre in questo divieto.

Viene evidenziato il divieto di miscelazione di rifiuti pericolosi tra loro aventi diverse caratteristiche di pericolo, in questo caso sarebbe più corretto separare i rifiuto in virtù delle HP.


TENUTA DEL DEPOSITO TEMPORANEO: REGOLE DEPOSITO TEMPORANEO

Il Deposito Temporaneo a norma dell’art 183 comma 1 lettera bb) del d. Lgs 152/06 e smi, dovrà essere predisposto al coperto, in zona destinata e potrà osservare una scadenza quantitativa quale 30 mc di cui al massimo 10 di pericolosi ovvero temporale e cioè con un limite massimo di 3 mesi indipendentemente dai quantitativi.

Per opportunità, si consiglia di seguire il limite temporale dei 3 mesi, trascorsi i quali tutti i rifiuti dovranno essere avviati a recupero o smaltimento. Se invece la produzione è minima, si può optare per le scadenze quantitative che se non superate permetterà di avviare a recupero/smaltimento tutti i rifiuti pericolosi e non pericolosi presenti nel deposito entro un anno dalla prima registrazione di carico.

Il deposito temporaneo dovrà essere identificato con un pannello contenete:

• cer
• HP di pericolo se presente
• etichette di pericolo se necessari


APPLICAZIONE NORMATIVA ADR AGLI IMBALLAGGI VUOTI NON RIPULITI

Nel caso di “vuoto a rendere” ossia ritirando i fusti o cisternette vuote contaminate dai clienti quelle giunte a fine vita e non più riutilizzabili, vengono gestite come rifiuto e avviate a smaltimento/recupero ad aziende autorizzate.

La normativa ADR si applica sia alle merci pericolose sia ai rifiuti pericolosi. Solo i rifiuti che danneggiano l’ambiente, il veicolo e l’uomo, ricadranno in tale normativa

li imballaggi vuoti, non ripuliti:

• INTEGRI
• A TENUTA
• SIANO PRESENTI LE CHIUSURE (TAPPI, COPERCHI)
• SIANO PRESENTI LE ETICHETTE PREVISTE DALL’ADR

Possono viaggiare apponendo un’ annotazione sul DDT per i viaggi di ritorno dai clienti o sul Formulario per i viaggi degli imballaggi non più utilizzabili perché scaduti che vanno a smaltimento/recupero:

IMBALLAGGI VUOTI , CON RESIDUI DI ……..dove al posto dei puntini c’è da aggiungere le classi di pericolo associate ai prodotti chimici.

Per gli imballaggi invece che si presentano con:

• residui all’esterno;
• tagliati, lacerati;
• privi di chiusure;
• non più a tenuta.

Vanno gestiti con il n. onu 3509 e applicando le relative prescrizioni.


ETICHETTATURA N. ONU 3509

Il contenitore vuoto contaminato (big bags o fusto) classificato con numero onu 3509 dovrà essere inserito all’interno di un imballaggio nuovo, tale collo dovrà essere equipaggiato con:

• cer
• HP di pericolo
• Pittogrammi in relazione alla attività
• R nera su fondo giallo
• n. onu preceduto dalle lettere un

Il collo non importa che sia omologato (deve però essere a tenuta o dotato di una busta o di un rivestimento sigillato e resistente alla foratura) purchè non presenti sostanze con rischio di rilascio di liquidi infiammabili.

I contenitori vuoti contaminati che hanno contenuto sostanze classificate con classe 5.1 o che presentano un rischio sussidiario della classe 5.1 “comburenti” devono essere imballate separatamente dagli altri imballaggi vuoti non contaminati.

Per trasporto in colli, ci si potrà avvalere dell’esenzione parziale ai sensi del punto 1.1.3.6 non superando le 1.000 Kg.

Se invece i fusti contaminati vengono raccolti alla rinfusa all’interno di un cassone, tale trasporto si configura come trasporto alla rinfusa e quindi non si potrà applicare l’esenzione parziale comportando l’obbligo del patentino adr per l’autista e nomina consulente adr.


REGISTRI E FORMULARI

I registri e i formulari seguono la normativa settoriale sui rifiuti :

-D. Lgs 152/06 e smi
-DM 145/98
-DM 148/98

Se la Società si configura come produttore di rifiuti e quindi dal momento della produzione del rifiuto e dello scarico, ha 10 giorni di tempo per registrarlo sul registro di C/S.

La norma sulla tenuta dei registri segue la norma del registri IVA.

E’ da controllare che i registri non presentino le seguenti criticità:

• non è necessario riportare la fase di recupero/smaltimento nel carico
• il numero di formulario è comprensivo del codice alfanumerico e se presente dell’anno preceduto dalla barra
• viene annotato allo scarico il peso di partenza e nelle annotazioni il peso verificato a destino.

Attenzione alla compilazione del MUD perché la quantità in chili di produzione nell’unità locale scheda RIF, andrà gestita correttamente visto che la giacenza va sempre a zero.


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